SPECIALE NATALE – UN NATALE MONDIALE… FESTA PER TUTTI, PRANZO NATALIZIO

“Natale viene una sola volta l’anno” è il titolo di una commedia scritta da John Webster, famoso drammaturgo inglese dell’epoca di Shakespeare. Un titolo significativo, che sottolinea, al di là delle circostanze religiose, il carattere di festa che le celebrazioni natalizie hanno sempre avuto sin dalle più lontane origini. Festa, e quindi occasione eccezionale: interruzione delle attività lavorative, rottura del tran tran quotidiano, licenza di fare quel che in circostanze “normali” non si farebbe, ma anche apertura verso la comunità e lancio verso i propri simili. La festa, con tutti i simboli che la distinguono, si realizza soprattutto in due comportamenti: 1) l’esaltazione dei piacere del bere e del mangiare, tanto più felice quanto più vissuta insieme con parenti, con gli amici, con i compagni di lavoro, con i vicini di casa; 2) lo scambio dei doni, grazie ai quali si gioisce offrendo gioia agli altri. Nelle feste natalizie, peraltro, si ricorda così anche il viaggio dei Re Magi alla grotta di Betlemme.

Natale è così diventato, nel tempo, occasione di regali, di doni-usanza peraltro molto bella ma dovrebbe esserlo in senso pedagogico: IL DONO E’ UN MODO PER INSEGNARE LA BONTA’.

“Il dono è educativo per natura sua”. Educativo in sé in quanto donare qualcosa a qualcuno significa prenderlo in considerazione, stimarlo, apprezzarlo.

“VI E’ PIU’ GIOIA NEL DONARE CHE NEL RICEVERE” Ma perché il dono esprima tutta la sua valenza pedagogica non è il caso di svotare il supermercato: non è la quantità che fa la bontà del dono, a alcune caratteristiche che lo impreziosiscono. E così vale per il Pranzo Natalizio, con la ricerca di piccoli piaceri che fanno bene allo spirito, senza nuocere al fisco. Sarebbe bello se ogni pasto consumato in famiglia fosse vissuto con la stessa attesa e spensieratezza del pranzo di Natale: la tavola imbandita, l’arrosto speziato a dovere, il profumo dei dolci fatti in casa, ogni dettaglio contribuisce a a rendere magica e accogliente l’atmosfera della casa in attesa del pranzo di Natale, occasione ormai più unica che rara di riunione della famiglia attorno al “dimenticato focolare”. Momento di condivisione e allegria, molto diverso dai pasti consumati abitualmente in fretta, dove ognuno è preso dalle tante incombenze che scandiscono la giornata.

Certamente gli adulti portano nella memoria il ricordo di pranzi natalizi, di pranzi della domenica o di altre ricorrenze vissute insieme ai nonni, zii, cugini ed amici, dove parole e risate esprimevano gioia semplice e genuina, legata alle tradizioni del momento.

E’ importante, nella nostra era in cui ognuno appunto è preso dal “mordi e fuggi” esistenziale, trasmettere ai giovani questo senso della convivialità e del “far famiglia”, così che a loro volta nel loro futuro possano tramandare le parole NATALE e FAMIGLIA.

Solo così il momento del Pranzo Natalizio potrà forse tornare ad essere un’occasione di allegra convivialità e di profonda educazione.

Annamaria Marcadella