CONOSCIAMO I NOSTRI NEMICI: BREVE RIFLESSIONE SULL’ACOLISMO

Dionisio per i greci, e per i romani Bacco, era il dio del vino, dell’ebrezza, un dio “a metà strada”, perché rappresentava il piacere e la gioia ma anche il disordine, la mancanza del senso della misura; sfrenatezza e passione contrapposte a ragione ed equilibrio. Così scrivevano gli antichi sugli effetti che produceva il vino.

Ora sappiamo che il consumo dell’alcol è associato a numerose malattie: cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e tumori, malattie neuropsichiatriche; inoltre il consumo di alcol provoca, come effetto immediato, alterazioni psicomotorie che espongono a rischio di incidenti stradali e i comportamenti sessuali, infortuni sul lavoro, episodi di violenza; inoltre può creare dipendenza.

Il danno causato dall’alcol, oltre che alla persona che beve, si estende alle famiglie e sull’intera società. Non di rado chi diventa alcolista riesce adissipare interi patrimoni familiari.

Perché ci sono tante persone che bevono troppo, pur sapendo a quali rischi vanno incontro? Perché non capiscono che il dio Bacco abbruttisce? Perché tanti ragazzi si avvicinano al “bicchiere” in giovanissima età? Per noia? Per simulazione? Per gioco? Per troppo benessere? Per solitudine? Sono domande che mi pongo, ma non so darmi una risposta. Le statistiche degli ultimi anni informano che ragazzini, maschi e femmine, di undici dodici anni vengono a contatto con l’alcol prima che con l’adolescenza e che preferiscono i superalcolici alla birra o al vino, perché solo facili e veloci.

Basta trattenere il fiato, ingoiare qualche bicchierino e ci si sballa. Lo sballo è ciò che cercano i giovani soprattutto al sabato sera! In Italia sono più di quarantamila le persone che muoiono ogni anno a causa dell’alcol e più di un milione gli alcolisti. Sono dati che dovrebbero far riflettere pensando che, dietro a questi numeri, ci sono altrettante famiglie che soffrono, bambini che subiscono violenze e soprusi, donne picchiate e maltrattate.

Vorrei che, come dicevano gli antichi greci, l’uomo si ricordasse sempre che il dio Bacco è un dio ambiguo, un dio che bisogna sapere gestire se non si vuole cadere nel disordine e nella mancanza di equilibrio.

Fulvia Cauci