26 settembre 2015 – Gita a CHIOGGIA

Oggi, caro amico mio, ti voglio raccontare qualcosa di ricreativo, di istruttivo, di allegro e di una “mangiata”.

Oggi, niente malinconie, voglio solo essere spensierata e godere l’amicizia di tante persone che da mesi non vedevo ma che ricordo sempre. Bene, ora ti racconto. Si tratta di una gita, anzi della GITA che ogni anno in questa stagione, l’Associazione LA VOCE RITROVATA mette in programma con lo scopo di far ritrovare operati, famigliari e amici in un convivio e fare allegramente “una mangiata di pesce”.

Dico il programma, molto interessante. Direzione GORINO, paese in provincia di Ferrara, imbarco sulla motonave per una minicrociera sul delta del PO, quindi rientra nel paesino per un ricco pranzo di pesce. Poi partenza per una visita alla cittadina di CHIOGGIA e sosta in una birreria alla periferia della stessa e… ritorno “a casa” – Che te ne pare? Bene, no?

Ecco: partenza alle 7 per Thiene dove si sono uniti a noi gli amici di questa cittadina, oltre a quelli di Schio e Piovene. Mi sono un po’ rattristata non vedendo delle persone a me care, questa volta assenti. Pazienza, non sempre si può partecipare! Quindi, via verso la nostra meta. Il cielo non era sereno, anzi abbastanza uggioso, ma strada facendo di tanto in tanto un pallido raggio di sole usciva dalle nuvole e faceva sperare in una giornata più serena.

Arrivati a GORINO, abbiamo notato nel porto numerosi pescherecci che arrivavano e scaricavano pescanti sacchi di cozze e vongole, prodotti tipici di quelle zone dove vi sono numerose coltivazioni di questi molluschi. Con tutta l’allegra compagnia siamo andati verso il canale dove si trovava la motobarca, e ci siamo imbarcati. Lentamente l’imbarcazione si è staccata dal molo ed ha iniziato il suo “viaggio” sul Grande Fiume. Tra i canneti e piante resistenti alla salsedine, alle piene e ai lunghi periodi di siccità, abbiamo osservato varie specie di uccelli. Al passare dell’imbarcazione anatre, cormorani, gabbiani, aironi e un falco con le sue grandi ali nere, spiccavano il volo e si libravano nel cielo grigio di una danza armoniosa. Giunti al faro abbiamo osservato il cambiamento di ambiente: da fluviale a marino con le rive non più ricoperte di vegetazione ma più spoglie e sabbiose. L’imbarcazione si è poi addentrata in canali scavati nel delta, ricchi di canneti e tamerici dove trovano rifugio gli uccelli di passaggio. In questo periodo molte anatre e germani si riposano per poi intraprendere il lungo viaggio verso altri paesi.

Anche se alcune gocce di pioggia hanno accompagnato questa escursione sulle vie d’acqua del PO, mi è piaciuto molto vedere questo paesaggio insolito, interessante dal punto di vista naturalistico, ma per me un po’ triste, forse a causa del cielo grigio! La navigazione è durata circa due ore e abbiamo percorso circa 30 km su canali e canaletti con una profondità di pochi centimetri da 50 a 100. Ho pensato che bisogna avere una buona dose di esperienza per navigare su  questa acque! Prima di giungere al molo di sbarco, il capitano ci ha fatto scendere al Faro di Goro, che indica l’estremo limite orientale del ferrarese, dove si trova la spiaggia che si affaccia al mare. Vi è anche un piccolo bar dove il gruppo ha assaporato un buon aperitivo.

Sai, caro amico, ormai lo stomaco incominciava a reclamare, e come me tutti avevano un certo languorino. Siamo risaliti sull’imbarcazione e dopo pochi minuti ci siamo avviati verso il ristorante che ci attendeva emanando un profumino invitante. Le tavole erano preparate con cura. Abbiamo assaporato cozze e vongole, primi piatti, pesce fritto e ai ferri, verdure, gelato e caffè. Penso che alla fine del pranzo potevamo essere più che soddisfatti.

Intanto anche il tempo era cambiato, splendeva il sole e faceva anche caldo.

Allegramente tutti abbiamo preso posto sulla corriera alla volta di CHIOGGIA e dopo circa 30 minuti siamo giunti in questa pittoresca cittadina della laguna veneziana. Purtroppo ci eravamo attardati troppo per il pranzo e non vi era più tempo per visitare questo “paese”, una volta solo di pescatori, ma oggi diventato una bella cittadina con i suoi tipici canali, calli e ponti, il corso che pulsa di vita, il duomo, le sue numerose chiese, i tanti ristoranti e osterie nelle quali si possono assaporare piccoli spuntini con i famosi “bussolai”. Tu, caro amico, ti chiederai come faccio a dire tutte queste notizie su CHIOGGIA, ancora oggi non visitata.

Hai ragione, non ci sono stata oggi, ma la conosco da molto tempo e ho visto l’evoluzione di questo luogo. Comunque anche se solo poche persone hanno fatto una visita veloce a “CLODIA”, questo era il suo nome ai tempi dei romani, l’allegra comitiva si è fermata a gustare una buona birra artigianale, crostini, panini e pizzette nella birreria alle “porte” della città lagunare, gestita dalla figlia e marito di un nostro caro operato, quindi tra baci e cordiali saluti siamo partiti per rientrare.

Il tramonto era sopraggiunto, il cielo con grossi cumoli di nubi si colorava di rosa, giallo, arancione e mille sfumature che nessun pittore può imitare. La gita volgeva al termine, ancora pochi chilometri, poi fra abbracci e calorosi arrivederci alla prossima, ognuno è tornata alla propria abitazione. Anch’io ed ero contenta ed allegra ma… stanca. Sai, caro amico, mi accorgo sempre di più che i troppi anni che mi porto sulle spalle si fanno sentire. Non importa, ho trascorso ore liete e, come il poeta Lorenzo De Medici: “chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”.

Fulvia Cauci