Cancro alla laringe: cause e rimedi (Dott. Moreno Pavan Dirigente medico presso ASL di Bassano del Grappa Specialista otorinolaringoiatria)

La laringe è un organo impari, situato nella parte mediana, anteriore, del collo, con funzioni molto importanti: fonatoria, respiratoria, deglutitoria e protettiva delle vie aeree inferiori. I tumori laringei, provocati dalle cause che vedremo più avanti, sono a tutt’oggi ancora molto diffusi, rappresentando il 2.5% dei tumori nella popolazione maschile e lo 0.5% in quella femminile. Interessano  soprattutto, sempre a motivo della loro causa, l’età fra i 50 ed i 70 anni. La sintomatologia ovviamente è legata alle funzioni dell’organo e alle varie sotto sedi interessate. Se colpite le corde vocali, il primo sintomo precoce è l’alterazione del timbro della voce (disfonia), più tardivamente la difficoltà di respiro (dispnea); se sono interessate le regioni circostanti le corde vocali, la sintomatologia è più subdola; “mal di gola” persistente, difficoltà a deglutire (disfagia), senso di corpo estraneo, deglutizione dolorosa (odinofagia), il più spesso localizzata; a volte otalgia, senza ovviamente interessamento otologico.

Le cause che nel tempo portano allo sviluppo del cancro della laringe più frequente, sono arcinote (ma “repetitia iuvant”): la prima è sicuramente il fumo di tabacco, come per i tumori del polmone, e può ledere tutti i distretti della laringe ma in particolare le corde vocali; seconda causa scatenate è l’abuso di alcolici.

L’abuso di alcolici associato al fumo incrementa in maniera esponenziale la possibilità di ammalarsi e come facilmente intuibile, maggiore è il consumo di entrambi e la durata del consumo, ancor più alta è tale possibilità. Il cancro, di qualsiasi distretto corporeo si tratti, rappresenta una delle situazioni più traumatiche e stressanti per qualsiasi persona ne sia colpita; quello della laringe in particolare in quanto vengono coinvolte funzioni con alto impatto sulle qualità della vita: la respirazione, l’alimentazione e la fonazione.

La laringectomia totale, cioè il sacrificio completo dell’organo, può comportare, oltre ad un evidente danno fisico ed estetico (gli esiti di una tracheotomia sono visibili) anche un  grave trauma psichico, essendo preclusa la normale forma verbale di comunicazione con gli altri.

Per fortuna al giorno d’oggi la maggior sensibilizzazione della gente e dei medici, consentono una diagnosi più precoce rispetto al passato; l’affinamento delle tecniche chirurgiche, soprattutto di tipo ricostruttivo, unite alla maggior efficacia, rispetto al passato di trattamenti chemio e/o radioterapici, quest’ultimi da soli o associati al trattamento chirurgico, fanno sì che nella maggior parte dei casi sia evitato il sacrificio completo dell’organo, con inoltre un’alta percentuale di guarigione o sopravvivenza.

Anche nelle situazioni meno fortunate, con mutilazione completa dell’organo, la possibilità di poter comunicare con voce esofagea, previo adeguato addestramento, dove possibile l’applicazione di particolari protesi fonatorie, o dove non efficaci le precedenti, l’utilizzo di un ausilio fonatorio, permettono al paziente laringectomizzato una accettabile, a volte buona e in alcuni casi anche brillante capacità fonatoria.

Finalità di ogni trattamento è quella di restituire al paziente una vita il più possibile autonoma e normale e a ciò devono contribuire il medico, l’infermiera, la logopedista, i familiari e il paziente stesso che non solo deve impegnarsi nel recupero psicofisico ma deve anche evitare di ricadere nei vizi che lo hanno portato alla malattia.

E con questo si ritorna all’inizio: evitare di fumare e di abusare di alcolici rappresenta la vera prevenzione e pertanto ben vengano e non sono mai troppe le campagne contro tali abitudini.

Dott. Moreno Pavan