ALLA SCOPERTA DEL NOSTRO TERRITORIO

Nel nostro archivio, in attesa di essere pubblicata, era rimasta questa accurata ricerca del nostro amico collaboratore Chino Lessio… Ve la proproniamo ora.

 

La Valle del Chiampo è una valle prealpina fra le Piccole Dolomiti ed il parco naturale della Lessinia, che corre in direzione nord-sud in provincia di Vicenza, al confine con la provincia di Verona. E’ percorsa dal fiume ominimo che nasce dal monte Gramolon. Lunga una trentina di chilometri, molto stretta e impervia nella sua parte alta, è scarsamente abitata pur essendo caratterizzata da bellezze paesaggistiche e naturali.

In questo territorio le principali attività economiche sono costituite dalla concia delle pelli che ha creato, nel dopoguerra, uno dei più prosperosi distretti industriali nell’arzignanese; l’estrazione e lavorazione di una varietà di marmo dalle sfumature rosee; l’industria meccanica; l’allevamento ittico e l’agricoltura in genere. Il turismo non ha mai svolto un ruolo molto importante e negli ultimi anni ha conosciuto un calo, anche se un ruolo ancora importante della valle delle Piccole Dolomiti e dei Lessini. E’ però importante e da segnalare il turismo religioso a Chiampo nel santuario e nella Grotta di Lourdes del Beato Claudio, visitato da pellegrini di tutto il mondo.

 

Arzignano è la cittadina di maggior rilievo della Valle del Chiampo, contra 25,713 abitanti e si trova in prossimità dello sbocco della valle ad un’altitudine di 116 m. sul livello del mare.

La leggenda vuole che Arzignano derivi dal termine latino “Arx Jani” (Tempio di Giano) la divinità romana. Si diceva anche che esistesse un tempio a lui dedicato sulla collina ove ora si trova il fortizion scaligero. Una simile ipotesi non trova però nessun riscontro. Un primitivo insediamento sorse, con tutta probabilità, presso l’antica confluenza tra i torrenti Agno e Chiampo già nel VIII° secolo a.C., quando la zona era popolata dalla “Euganea Gentes” un popolo insediatosi nella regione che va dal mar Adriatico alle Alpo Retiche e successivamente scacciati dai Veneti. Una popolazione che avrebbe massicciamente colonizzato le regioni dell’adriatico settentrionale diffondendo una cultura “palafitticola”. I reperti rinvenuti presso la frazioni di Tezze, tra cui vasellame, iscrizioni lapidee e i resti di un acquedotto, testimoniano la presenza dei Romani già dall’età imperiale. In frazione San Bortolo, invece, sul greto del torrente Chiampo, resta ancora qualche traccia delle arcate di un ponte sempre di epoca romana. Per trovare i primi documenti che menzionano Arzignano è necessario giungere intorno all’anno 1000; il territorio è governato dai Conti di Arzignano, un’antica famiglia discendente dal ramo dei Maltraversi imparentati con i Conti di Vicenza. Dal 1336 il territorio passò sotto alla famiglia Visconti di Milano che sconfissero i Della Scala e si impadronirono delle vallate dell’Alpone, del Chiampo e dell’Agno. Già nel 1404 Arzignano passa sotto il governo della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1400 il nostro comune è uno dei più fiorenti della zona grazie alla ricchezza dei corsi d’acqua. Si sviluppano in particolare la lavorazione della lana e la concia del pellame oltre all’allevamento del baco da seta. Due gravi pestilenze affliggono il territorio nel 1400 e nel 1600 decimando la popolazione. Dal XVIII° secolo sorgono ville e palazzi a testimoniare la ricchezza di questa terra. Nel 1797 Napoleone strappa il Veneto alla Serenissima e fonda la Repubblica Veneta. Dopo la caduta di Napoleone il congresso di Vienna assegna il Veneto di conseguenza anche Arzignano, all’Austria facendola diventare suddita degli Asburgo sino al 1866 quando, con un plebiscito, viene votata all’unanimità l’ammissione al Regno D’Italia. La storia più recente registra una forte crescita delle attività industriali e vede gli Arzignanesi partecipare con valore ai due grandi eventi bellici dell’ultimo secolo.

Chino Lessio